
Cavallo, M., De Silva L.N. (2019). Prendersi cura dei
disturbi neurodegenerativi: principali forme di intervento
farmacologico e non farmacologico nelle demenze. In
Pagani, M., Carletto, S. (a cura di). Il cervello che cambia.
Neuroimaging: il contributo alle neuroscienze.
Casa Editrice Mimesis.
AREA NEUROPSICOLOGIA
VALUTAZIONE NEUROPSICOLOGICA
La valutazione neuropsicologica consente di valutare, attraverso un colloquio e la somministrazione di test standardizzati, il grado di modificazione delle funzioni cognitive, comportamentali ed emotive in seguito a lesioni cerebrali, sia acquisite, come nel caso di patologie cerebrovascolari (es. ictus ischemici o emorragici, traumi cranici), sia degenerative (es. demenze).
Tali modificazioni possono interessare diverse funzioni cognitive, tra cui memoria, linguaggio, attenzione, orientamento spazio-temporale, percezione visiva, oltre che aspetti del comportamento e della gestione delle emozioni.
La valutazione neuropsicologica consente di intervenire per trattare e stimolare queste compromissioni, oltreché di monitorarne l’evoluzione temporale.
RIABILITAZIONE COGNITIVA INDIVIDUALE E GRUPPALE
La riabilitazione cognitiva consente di stimolare/riabilitare le funzioni cognitive risultate compromesse alla valutazione neuropsicologica, sfruttando le capacità riparative e neuroplastiche del cervello.
L’obiettivo è ri-allenare funzioni cognitive lese dalla patologia cerebrovascolare, attraverso esercizi computerizzati o carta matita, altamente specifici e individualizzati, la cui cadenza è programmata in base alle singole necessità. Nel caso di patologie degenerative, la stimolazione cognitiva è di aiuto nel rallentare l’evoluzione ingravescente dei deficit cognitivi, mentre nel caso di eventi lesionali acquisiti (es. ictus, trauma cranico), può essere di efficacia nel consentire di acquisire strategie compensatorie e funzionali per far fronte alle attività della vita quotidiana.
In alternativa o in aggiunta alle sedute individuali, è possibile partecipare a gruppi di stimolazione cognitiva, che si svolgono a cadenza mensile, dove svolgere attività ricreative e di socializzazione, al fine di allenare diverse funzioni cognitive e di ridurre vissuti di solitudine e isolamento.
Al momento attuale, le attività gruppali di stimolazione cognitive si rivolgono a pazienti con cerebrolesioni acquisite (ictus ischemici o emorragici, traumi cranici) e si svolgono presso le sedi di Brescia (presso l’ospedale Ronchettino) e Crema (presso l’ospedale Maggiore).
GRUPPI DI SUPPORTO PSICOLOGICO PER FAMILIARI DI PAZIENTI CON CEREBROLESIONI
I gruppi di supporto per familiari di pazienti con cerebrolesioni nascono con la volontà di aiutare i caregivers a “prendersi cura di sé per potersi prendere cura dell’altro”. Questi gruppi, che si svolgono in parallelo a quelli di stimolazione cognitiva per i pazienti, danno la possibilità ai familiari di avere uno spazio per sé, dove poter elaborare i vissuti legati alla malattia del congiunto e ai cambiamenti che ne sono occorsi. La ricchezza di questi gruppi risiede nel confronto con altri partecipanti che condividono esperienze simili, nel rinforzare le competenze circa la gestione delle compromissioni cognitive e comportamentali del congiunto e nel valorizzare a livello globale le risorse personali del caregiver.
Come per i gruppi di stimolazione cognitiva, i gruppi di supporto per i familiari hanno sede a Brescia (presso l’ospedale Ronchettino) e Crema (presso l’ospedale Maggiore).